Cattiva digestione, gonfiore, eruttazione, acidità e bruciore di stomaco possono avere motivi e soluzioni diverse.

Trovare la causa è fondamentale per stabilire la terapia e tornare a star bene. Cosa c’è da sapere sui principali problemi del “dopo pranzo”, a cura di Beatrice Salvioli, gastroenterologa di Humanitas.

Bruciore e acidità
La causa potrebbe essere il reflusso gastroesofageo, oppure una gastrite con o senza infezione da Helicobacter Pylori.
Il consiglio: in base alla storia clinica lo specialista valuterà la necessità di eseguire la gastroscopia. Per rimediare ai sintomi, seguire per almeno 2 settimane una dieta priva di caffè, sughi di pomodori, fritti e cioccolato. Sono utili gli antiacidi (farmaci da banco) e gli inibitori della pompa protonica, che vanno però prescritti dal medico curante o dallo specialista.

Tachicardia di sera, dopo cena: è cuore o stomaco?
Se le cause cardiologiche sono escluse dallo specialista e dagli esami appropriati, possiamo pensare al reflusso gastroesofageo, associato o meno alla presenza di un’ernia jatale (protrusione dello stomaco in esofago) come causa dei sintomi.
Il consiglio: rivolgersi allo specialista cardiologo in prima battuta, e, se tutto è nella norma, seguire il percorso diagnostico gastroenterologico.

Gastrite: difficile digerire l’insalata
In presenza di un’infiammazione dello stomaco (gastrite), verdure crude o filamentose sono difficilmente digeribili. In questi casi, si dà la precedenza a verdure bollite e, meglio ancora, frullate.

Diverticoli: attenzione ai cibi integrali
In caso di malattia diverticolare, è consigliato il consumo moderato di farine non raffinate in quanto possono peggiorare i sintomi di meteorismo e di gonfiore addominale. Infatti, spesso, alla base di questa malattia, vi è la sindrome dell’intestino irritabile che mal tollera cibi “troppo scuri”. Quindi, consumarli sì ma non in grande quantità e comunque con tanta acqua.

Aerofagia, eruttazioni e gonfiore allo stomaco
Anche in questo caso, occhio alla gastrite.
Il consiglio: rivolgersi allo specialista che deciderà se fare esami più approfonditi.

Aerofagia e digestione lenta
Il problema può essere dovuto alla colecisti (cistifellea). La colecisti svolge un ruolo importante per la digestione e, se ci sono alterazioni come la bile densa (il cosiddetto fango biliare) o calcoli, si possono verificare i sintomi di pesantezza dopo i pasti e digestione molto lenta.
Il consiglio: sottoporsi a un’ecografia addominale completa.

Intolleranze alimentari
I test non sono (ancora) affidabili. Le intolleranze esistono molto per i pazienti, meno per i medici. Attualmente i test in commercio non hanno ricevuto il beneplacito dalla comunità scientifica, ma non per questo non possono essere d’aiuto. L’importante è che non ci sia il “fai-da-te” del paziente che non sa interpretare i risultati dei test e tende quindi a eliminare inutilmente troppi alimenti.
Il consiglio: tenere un diario alimentare con riportato il tipo di alimento e i sintomi che ne possono derivare e rivolgersi quindi a uno specialista in nutrizione che sappia consigliare se è necessario eseguire approfondimenti diagnostici o meno.

Celiachia: diagnosi con esami ematici
La malattia celiaca è sempre più diagnosticata, anche negli adulti. Ci sono esami del sangue eseguibili ormai in qualsiasi laboratorio. Se risultano alterati, il curante o lo specialista invierà il paziente alla gastroscopia con biopsie duodenali per una conferma istologica di malattia.
Il consiglio: non bisogna mai sottovalutare sintomi “atipici” come la carenza di ferro, dermatiti, aborti spontanei, alterazioni tiroidee e sintomi neurologici, perché possono essere la spia di una malattia celiaca non ancora diagnosticata.

(Salute, Corriere)