In realtà sono criteri che valgono per tutte: se la gravidanza è fisiologica, senza complicazioni, e il parto fila liscio (e soprattutto rapido), il recupero funzionale della neomamma avviene in breve tempo. Il parere di Mauro Busacca, ordinario alla Clinica Ostetrica e ginecologica all’Università di Milano e direttore dell’Unità di Ginecologia e ostetricia dell’Ospedale Macedonio Melloni a Milano.

Ma come fa Kate?
Premesso che è mediamente più fortunata della stragrande maggioranza delle donne (visto che è la moglie di un principe), Kate Middleton ha superato a pieni voti anche la terza gravidanza, all’età di 36 anni. Dopo George e Charlotte, è arrivato un altro maschietto (di cui non si sa ancora il nome perché i genitori avevano scelto di non conoscere il sesso prima della nascita). Non solo. La duchessa di Cambridge è uscita dal St. Mary’s Hospital di Londra poche ore dopo il parto (e a meno di 12 dall’inizio del travaglio) in perfetta forma, con sorriso smagliante, capelli e trucco impeccabili e solo un accenno di pancia sotto il vestito rosso. Certo, non tutte le neomamme escono dall’ospedale in queste condizioni. Ma lei è Kate e può anche contare su un buon numero di persone al suo servizio.

In Gb è una procedura normale
Kate Middleton si è mostrata in pubblico radiosa e sorridente, con il suo terzogenito in braccio, poche ore dopo averlo partorito e molti sono rimasti stupiti. Ma in Gran Bretagna si tratta di una procedura piuttosto normale. Se non ci sono complicazioni per mamma e bimbo, infatti, entrambi possono lasciare l’ospedale nell’arco di qualche ora, non appena sono state completate le procedure di controllo sulla salute del bebè e sono state date istruzioni precise alle neomamma. Una pratica che richiede del tempo, nel caso delle primipare, ma diventa più rapida, se la famiglia ha più di un figlio. Trascorrono la notte in ospedale solo le donne che partoriscono a tarda sera o quelle che vengono sottoposte a un cesareo. Per loro servono circa tre giorni di controlli e cure. Le mamme che hanno fatto un parto naturale, invece, vengono dimesse e poi affidare alla cura delle levatrici. Una prima visita del piccolo viene compiuta nell’arco di 72 ore, una seconda dopo cinque giorni. Dopo dieci giorni dal parto, poi, c’è la terza visita con anche controlli ed esami del sangue. Poi si avvia un rapporto costante di sostegno con la famiglia. Il numero dei controlli però si dirada e successivamente sono le mamme a recarsi dal medico di famiglia secondo un calendario definito, come avviene in Italia. In Gran Bretagna il registro con visite e controlli si chiama "Red Book", per via del colore rosso della copertina. L’impatto medico ridotto sul parto riflette comunque quello della gravidanza, con esami del sangue ogni sei settimane e solo due ecografie: tra l’ottava e la quattordicesima settimane e tra la diciottesima e la ventunesima. Una scelta che dovrebbe spingere a un approccio più naturale per la donna e che, di certo, contribuisce a ridurre i costi del servizio pubblico.

Ripresa rapida
«In realtà il recupero fisico di Kate Middleton non è così eccezionale - spiega Mauro Busacca, ordinario alla Clinica Ostetrica e ginecologica all’Università di Milano e direttore dell’Unità di Ginecologia e ostetricia dell’Ospedale Macedonio Melloni a Milano -. Anche le donne che non fanno parte di famiglie reali, se la gravidanza è fisiologica, senza complicazioni né patologie, non sono obese né a rischio per età avanzata e il peso del bambino normale, si riprendono rapidamente dopo il parto. Ovviamente parliamo di gravidanze senza fattori di rischio, in cui tutti i parametri sono nella norma». Che cosa significa? «Innanzitutto l’aumento di peso della donna dovrebbe stare tra i 9 e i 12 chili (con indice di massa corporea normale) - risponde Busacca -. Per quanto riguarda il peso del bambino, è considerato fisiologico fino ai 4,3 kg. Vanno poi valutati - al momento del parto - l’eventuale presenza di lacerazioni, suture, episiotomie, l’entità delle perdite di sangue e il numero di figli avuti precedentemente dalla donna. Sono tutte variabili che possono rendere la ripresa post-parto assolutamente veloce».

Dimissione dopo 2 giorni
In Italia, dopo quanti giorni la neomamma viene dimessa dall’ospedale? «Se la gravidanza e il parto sono stati fisiologici e senza complicazioni, la donna viene dimessa dopo 48 ore se il parto è vaginale e dopo tre giorni se ha subito un cesareo - spiega Busacca -. Questo è quanto consigliato dalle linee guida in Lombardia: se il ricovero viene prolungato, serve una motivazione scritta dei medici. Oggi poi, se tutto è andato nel modo migliore, l’assistenza post-parto è assegnata in modo esclusivo alle ostetriche. Diciamo che, nel caso della Middleton, l’ospedale si è in qualche modo spostato in casa: i famosi due giorni in cui la neomamma viene seguita dalle ostetriche - soprattutto per l’allattamento, ma anche per eventuali perdite di sangue - e il bambino dal pediatra in questo caso si svolgeranno nella residenza reale, trasformata per l’occasione in una specie di clinica».

Cesareo ed episiotomia
E le donne che hanno una gravidanza complicata? «In Lombardia le gravide vengono distinte in due gruppi: “a rischio” o “non a rischio”. Gli iter seguiti quindi sono diversi - sottolinea il professor Busacca -. Vanno valutate le motivazioni per un eventuale ricorso al taglio cesareo, in base alle caratteristiche della donna. Nelle gravidanza fisiologiche non serve il cesareo, se non per problemi insorti durante il travaglio. Per quanto riguarda invece l’episiotomia (incisione vulvo-vaginale per facilitare il parto, ndr), oggi si cerca al massimo di evitarla e si fa solo nel 30-40% dei casi. La scelta dell’episiotomia dipende da tante situazioni: per esempio se il bambino è grosso o se bisogna accelerare l’espulsione. Comunque anche in questo caso, soprattutto se il taglio non è esteso, la ripresa fisica della donna può essere rapida».

Sport e dieta
Lo sport durante la gravidanza può aiutare le donne anche nel recupero post-parto? «Certamente - risponde Busacca -, ma bisogna seguire corsi di ginnastica ad hoc, gestiti da ostetriche, per essere sicure di non fare movimenti sbagliati. È importantissima anche la nutrizione in gravidanza: se la donna arriva al parto nello stato di salute ottimale, per esempio con valori di ferro, magnesio e altri nutrienti nella norma, certamente si riprenderà più in fretta e inoltre si eliminano ulteriori possibili fattori di rischio. Voglio però ricordare, anche se preferiamo non pensarci, che il parto è sempre un evento a rischio: l’imprevisto è dietro l’angolo. Per noi medici la partita è finita quando la mamma esce dall’ospedale con il bambino in braccio».