Gonfiori, vene e cellulite: come mantenere in salute le gambe d'estate

Il grande caldo convince ad indossare le gonne anche chi in genere preferisce i pantaloni per ‘nascondere’ le imperfezioni. Ecco come risolvere alcuni di questi disturbi

Gonfiore e pesantezza delle gambe, comparsa di vene reticolari e telangiectasie. Sono sintomi che si ripresentano d'estate e che non vanno sottovalutati, perché una corretta valutazione da parte di uno specialista può individuare per tempo patologie venose anche gravi. Le vene varicose, ad esempio, sono una patologia che interessa oltre il 40% delle donne italiane, in particolare dopo i 50 anni. Ma non è solo un problema femminile, in Italia ne soffre anche un uomo su quattro. E in estate il problema si aggrava.

Flebologia: la medicina che si prende cura delle gambe

Anche le gambe mostrano i segni del tempo che passa e d’estate compaiono alcuni sintomi che possono rendere la situazione più difficile dal punto di vista estetico: gonfiore e pesantezza delle gambe, comparsa di vene reticolari e telangiectasie. A chi rivolgersi per problemi di questo tipo? La branca della medicina che si occupa della salute e del benessere delle gambe è la flebologia che oggi può offrire diverse soluzioni per tutte coloro che desiderano avere gambe più giovani.

Soluzioni sempre più personalizzate

“Oggi la flebologia mira a offrire una risposta più completa ai bisogni delle pazienti, che tenga conto anche dell’aspetto estetico delle gambe”, afferma Luca Scaramuzzino, medico chirurgo e flebologo, membro della Società italiana di medicina estetica (SIME). Non ci si limita più ad effettuare esami come l’ecodoppler o a trattare le vene varicose, si affrontano problemi cutanei, di invecchiamento, lassità dei tessuti e adiposità localizzata”. I ‘nuovi’ flebologi devono avere delle conoscenze in più rispetto al passato, ad esempio la capacità di usare in modo appropriato strumenti come laser, carbossiterapia e mesoterapia. “Adesso che l’arsenale a nostra disposizione è così ricco, dobbiamo essere coscienti che non esiste un protocollo standard per tutti i pazienti”, aggiunge il flebologo. Questo impone una scelta che si adatti al singolo individuo nel migliore dei modi, combinando differenti approcci terapeutici”.

La malattia venosa cronica

Dolore, gonfiore e crampi notturni possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica (MVC), patologia che coinvolge il sistema circolatorio e che peggiora se non trattata fin dalle prime avvisaglie. Questa malattia si verifica quando le vene delle gambe non funzionano più in modo corretto e hanno difficoltà a far defluire il sangue dalla periferia del corpo al cuore perdendo elasticità. Questa patologia, la terza più diffusa, dopo allergie e ipertensione, colpisce 19 milioni di italiani: dal 10 al 50% degli uomini e oltre la metà delle donne (dal 50 al 55%). Solo una persona su tre, però, sa di essere malata e segue una corretta terapia farmacologica. “Dolore, gonfiore, bruciore alle gambe e crampi notturni possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica – spiega Pier Luigi Antignani, presidente della Fondazione Italiana Vascolare onlus. A livello visivo i primi segni che si notano sulle gambe sono piccoli capillari in vista, di colore rosso o verdastro di circa 3 millimetri: non si tratta solo di inestetismi ma dei primi campanelli d’allarme delle branche varicose”.

Attività fisica e calze elastiche

Per prevenire il peggioramento della Malattia Venosa Cronica si suggerisce di praticare attività fisica, indossare calze elastiche, evitare l’esposizione al calore eccessivo, limitare l’utilizzo di tacchi alti e ricorrere all’uso di farmaci con evidenze cliniche riconosciute dalle linee guida. “Nei casi in cui è necessario intervenire, oltre alla terapia farmacologica si ricorre a una tecnica innovativa, la scleromousse – aggiunge Elia Diaco, angiologo e medico vascolare, esperto in terapia sclerosante, ecocolordoppler vascolare, “tecnica che si esegue in ambulatorio con iniezione di un liquido schiumoso che in pochi secondi sclerotizza, in maniera indolore ed irreversibile, tutte le strutture varicose e incontinenti. Questa tecnica nel 80-90% dei casi può efficacemente sostituire la tecnica tradizionale chirurgica di stripping e crossectomia in assenza di rischio chirurgico e di anestesia”.

(La Repubblica Salute)